23 ott 2010

Salone del Gusto a Torino

Il cibo di qualità sposa l’arte, l’ecologia, l’educazione, le tradizioni delle diverse culture del mondo ed i piaceri: succede a Torino al Salone internazionale del Gusto, massimo appuntamento italiano dedicato al cibo sostenibile e al territorio, fino al 25 ottobre (orari: 11-23, lunedì 25 ottobre, dalle 11 alle 20; per i dettagli www.salonedelgusto.it).  
La manifestazione che si tiene al Lingotto, è alla sua ottava edizione, è luogo di divertimento e di scambio di culture anche per il viaggiatore del weekend, una sorta di agorà contemporanea in cui contadini e artigiani, mondo della cultura accademica e cuochi, pellegrini e specialisti dell’enogastronomia insieme ai curiosi approfondiscono le proprie conoscenze, non solo del palato.

E dà lo spunto per visitare Torino e i suoi tesori. Infatti conservando il biglietto d'ingresso del Salone si può entrare uno dei quattro musei civici torinesi – Palazzo Madama-Museo d'Arte Antica, Gam-Galleria d'Arte Modena e Contemporanea, Mao-Museo d'Arte Orientale e Borgo Medievale – e al Museo del Cinema a prezzo ridotto. i sono anche facilitazioni per partecipare all’edizione speciale della Merenda Reale (sabato 23 al Palazzo Reale) a base di cioccolata calda e pasticceria artigianale, rito tanto amato dai regnanti di Casa Savoia, alle degustazioni Chocopass, o per la Piemonte card (utile per i mezzi pubblici). Essendo in giro per Torino è da consigliare una visita golosa alla bottega di Guido Gobino, un’impareggiabile firma dell’artigianato della cioccolata (www.guidogobino.it).

All’interno del Lingotto la passeggiata è tanto lunga quanto piacevole nel “Mercato” che proietta il visitatore nella produzione degli alimenti. Nei padiglioni 2 e 3 si incontrano i prodotti del territorio italiano, mentre nel padiglione 1 troviamo quelli del resto del mondo, fra cui oltre 200 stand dei Presìdi (i prodotti tutelati da Slow Food). Nell’Oval ci si imbatte nell’evento “Terra Madre”, con le comunità del cibo che perseguono l’obiettivo della filiera sostenibile e del rispetto delle tradizioni. Nello spazio dell’Enoteca si può assaggiare con pochi euro il meglio della produzione vinicola – per le annate più prestigiose però bisogna recarsi alla Banca del Vino (50euro per i non soci Slow Food) -, mentre nel padiglione 5 si incontrano le cucine di strada, che sorprendono con i loro semplici ma gustosissimi prodotti (dalla focaccia di Recco al panino col lampredotto o alla piadina romagnola).

Nei Laboratori del Gusto (prenotazione obbligatoria) produttori esperti e grandi chef accompagnano il pubblico in esperienze sensoriali uniche. Al cocktail bar (padiglione 1) poi la sosta merita non solo per provare eccezionali bevande realizzate da professionisti, ma anche per assistere alle spettacolari esibizioni di cocktail-acrobatici. E poi gli “Appuntamenti a Tavola”: 24 occasioni con chef da tutto il mondo; da leccarsi i baffi (ultime prenotazioni direttamente in fiera) ed il Teatro del Gusto, dove si esibiscono nell’arte culinaria cuochi italiani e internazionali, dei quali lo spettatore può assaggiare i piatti simbolo. Per aggiornarsi sulle tendenze nella ricerca e confrontarsi sui temi di attualità come lo spreco, lo sviluppo sostenibile e la fame nel mondo è utile partecipare alle conferenze di relatori quali Stefano Rodotà, l'ambientalista indiana Vandana Shiva, Andrea Segrè della Facoltà di Agraria di Bologna, Marco de Ponte di Action Aid.

E cammina cammina si approda sulla Via Francigena: vista la esatta sintonia di ritmi e di costante ricerca culturale con la filosofia del Salone, l’associazione europea delle vie Francigene si presenta in fiera con lo speciale connubio cultural-gastronomico fra itinerario religioso e Parmigiano-Reggiano. Il pellegrino moderno può così assaggiare il semplice (nella formula) pane e formaggio, scoprendo invece l’eccellenza del pane di Altopascio e del formaggio simbolo di italianità nel mondo, il Parmigiano-Reggiano. E’ sempre più diffusa infatti la voglia di percorrere una parte almeno della Via Francigena; ogni turista lo fa con motivazioni diverse, vista la varietà di stimoli che questo itinerario promette, da quello della natura, a quello della cultura, dell’arte e delle tradizioni, e non ultimo quello del cibo. L’iniziativa dal titolo “Via Francigena: in cammino lungo la Via del Gusto” (presente anche la mostra “Da Canterbury a Roma: 1800 km attraverso l’Europa”; per informazioni www.viafrancigena.eu e www.rivistaviafrancigena.it) è un viaggio fra oltre 40 prodotti tipici, DOP e IGP che si incontrano sulla Via; non solo un itinerario culturale, un cammino spirituale, un percorso atletico o un viaggio fra i piatti tradizionali, bensì soprattutto un esempio di turismo sostenibile.

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